Non possono non piacermi queste poesie: contengono anche un verso che richiama il titolo del mio primo libro (Racconti su un chicco di riso, Pisa 1991 :). A parte le autogratificazioni trovo la poetica di Cristina Babino in sintonia con quella di Luca Ariano nel presentarci una realtà abilmente riassunta in particolari di valenza ipersimbolica che transitano con estrema velocità dall'individuale al sociale, dall'attimo al momento storico, dal mondano al rituale, dall'ironia alla denuncia di un modus vivendi precario: "i pensieri di Nadia / in successione // ordinati per data / di scadenza e tassi debitori".
Maggio
Oggi il mese delle spose
è un mattino che fugge
a regola di calendario
promessa prima
vera di solstizio.
Conto chicchi di riso
sul sagrato cotto
nel palmo della mano
e di grano esatto
nei campi arrotolato
le auto corteo nuziale
secondo
rumore di trattore.
Di là dal guardavia
trascorrono veloci
ragazze dietro
sulle moto
già piccoli tedeschi
si fermano a bagnare
il ciglio della strada.
Tempi moderni
Officianti blu
in odore di officina
ministeri allineati
in liturgia operaia
quotidiana
reazione a catena
di montaggio.
Il turno rituale esausto
pronuncia la giornata
eppure gli anni
il livello e la mansione.
Sopra il nastro stretti
in logica metalmeccanica
i pensieri di Nadia
in successione
ordinati per data
di scadenza e tassi debitori
oppure per associazione
di idee e categoria
l’auto nuova
prima rata a settembre
il premio vinto -
dell’assicurazione.
La sirena non incanta
ma distrae
l’esercizio mentale
a un precariato stabile
nostalgia di scala mobile
in tempo di mobilità.
Dinamismi inerti
d’ingranaggio
sottraggono l’affanno
a ricercare
il senso lato e latitante
Il lavoro rende liberi.
venerdì 21 novembre 2008
Il senso lato e latitante (Cristina Babino)
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